IDROTERAPIA E RIABILITAZIONE – CURARE CON L’ACQUA

LA FONTE DELLA GIOVINEZZA
Speranze e Credenze dei Tempi Passati
L’acqua, elemento vitale della natura, può essere utilizzata per ristabilire e mantenere la salute.
Saggezza antica e terapia moderna.

La storia della cura con l’Acqua
Senza l’acqua non c’è vita .
La vita nacque negli oceani; il nascituro vive per nove mesi immerso nel liquido amniotico; il 70% circa del peso corporeo è costituito da acqua.
Senza l’acqua ogni forma di vita è destinata a perire entro breve tempo.

L’ACQUA NELLA VITA DEI POPOLI ANTICHI
Disegni rupestri e graffiti ci mostrano l’intima confidenza dell’uomo preistorico con l’acqua, ferite, dolori causati da abitazioni umide lo spingevano a curarsi con il rimedio che la natura gli offriva : l’acqua.
Di quasi tutte le grandi culture antiche sappiamo che conoscevano e praticavano l’idroterapia.
L’India sostiene che la sua popolazione non è perita o degenerata nei millenni della sua storia perché essa ha saputo conservare e tramandare l’antica saggezza vedica e le pratiche yoga, a stretto contatto con la natura , e idroterapie assai simili a quelle moderne praticate oggi in occidente. La filosofia indiana riconduce la vita e la vitalità all’energia vitale chiamata prana, presente in abbondanza nell’acqua e nell’aria e soprattutto in un connubio di questi due elementi, cioè l’acqua in movimento che contiene pertanto maggiori quantità di aria disciolta.
Nell’Antico Egitto i sacerdoti-medici tenevano le terapie con l’acqua nella massima considerazione; i Persiani consideravano il bagno un’azione sacra oltre che igienica e terapeutica, i Greci si purificavano con l’acqua prima delle offerte religiose e curavano molte malattie con l’acqua come dimostrano gli scavi a Corinto, Epidauro e Delfi.
Venticinque secoli fa Ippocrate (460-377 a.C.) enunciò la sua teoria sugli umori e prescrisse le più svariate cure con bagni freddi seguiti da movimento, vapori, compresse calde umide, cataplasmi di fango, docce, impacchi, eccetera.
Pare che il suo sapere risultasse, almeno in parte, da contatti avuti con la cultura indiana.
L’Antico Testamento parla della grande importanza dell’acqua per il popolo ebraico, e il Vangelo cita guarigioni di malattie giudicate inguaribili con fango e acqua. La Bibbia e altri testi sacri parlano del battesimo per immersione totale nell’acqua di un fiume (acqua corrente, in movimento) inteso come atto di purificazione del corpo e liberazione della mente e dello spirito o inizio di una nuova vita.
Ovunque si insediassero gli antichi romani cercavano acque termali e costruivano piscine; la loro vita culturale infatti si svolgeva in gran parte in questi luoghi piacevoli!

E VENNE IL MEDIO EVO
Nel Medioevo purtroppo molte cognizioni di idroterapia e di igiene si persero a causa del concetto del corpo uguale a peccato. In certi ambienti sociali era persino considerato poco fine lavarsi con acqua o usare l’acqua come bevanda.

LA RISCOPERTA DEGLI ULTIMI SECOLI
È nel diciassettesimo secolo che nell’Europa centrale risorge l’idroterapia con alcuni pioneri, medici e non medici. I primi furono probabilmente il medico Johann Siegmund Han (1664-1742) e i suoi figli, poi un altro medico C.H: Hunfeland (1762-1832); essi riprendono la teoria degli umori di Ippocrate e mettono di nuovo in pratica i suoi insegnamenti sull’idroterapia, scontrandosi naturalmente con la mentalità avversa dell’epoca.

Il contadino Priessnitz
Un grande dell’idroterapia fu Vincenz Priessnitz (1799-1851) , figlio di contadini e contadino lui stesso. Copiando dal comportamento animale con intuito e spirito d’osservazione, e dopo la probabile lettura del libro di Han, curò se stesso dai postumi di un gravissimo infortunio che minacciava di renderlo infermo per tutta la vita. In seguito curò gratuitamente migliaia di malati che si recarono da lui provenienti da tutta Europa. Fu combattuto e contestato aspramente dall’ambiente medico ma il successo gli diede ragione. Quando gli stessi membri della corte imperiale di Vienna trovarono giovamento nelle sue sale da bagno ancora assai rudimentali, Priessnitz ebbe da loro un aiuto per costruire stabilimenti più capienti e moderni.

Il naturopata Jahannes Schroth
Un altro pioniere, Jahannes Schroth (1798-1856), introduce insieme all’idroterapia i concetti di alimentazione terapeutica naturale: l’uso di cereali macinati freschi, pappine di cereali o musli .

L’abate Kneipp
Sarà l’abate Kneipp (1826-1897), riallacciandosi alle esperienze di Priessnitz e alla sua stessa esperienza a sviluppare e ampliare sempre più tecniche delle applicazioni. Con lui esse diventano più miti (non solo fredde e complete ma anche tiepide e calde, nonché parziali) e svariate.
Con una pazienza infinita indirizza vasti strati di popolazione a un tipo di vita più vicino alla natura e quindi più salubre; spiega gli effetti benefici di azione dell’acqua sul corpo e di reazione di quest’ultimo; sviluppa nuove tecniche che prova prima su se stesso e poi consiglia a chi gli chiede aiuto. Propone la idrodeambulazione, che consiste nel camminare sul prato bagnato di pioggia o rugiada o nei ruscelli o semplicemente nella vasca da bagno riempita d’acqua fresca fino alle caviglie o ai polpacci (nelle case di cura idroterapiche il sistema è più sofisticato: si cammina alternando vasche diverse con fondo vario: sabbioso, ghiaioso, eccetera, con effetto benefico sulle zone di riflesso); suggerisce di non asciugarsi dopo certe spugnature e abluzioni, ma di tornare a letto avvolti in un accappatoio e di vestirsi rapidamente e muoversi per provocare un’intensa reazione di calore.
La sua comunità parrocchiale, Bad Worishofen in Baviera, nel sud della Germania Occidentale, divenne ben presto un luogo di cura ricercato e rinomato e lo è tuttora, grazie anche al paesaggio incantevole, al clima favorevole e alla popolazione ospitale.
Nella cittadina e nei dintorni, alberghi, pensioni e cliniche con attrezzature idroterapiche si contano a centinaia, se non a migliaia.
Quasi tutti i paesi occidentali ebbero i loro idroterapeuti: in Francia fu pubblicato nel 1971 il primo libro del ricercatore Curier.
In Russia e in seguito in Francia, da esule, visse fino alla metà del nostro secolo il grande Alexandre Salmanoff, anche lui studioso della fisiologia cellulare e patologia tumorale.
Egli sviluppò aggiunte particolari per i bagni caldi e particolari congegni meccanici per l’immersione degli infermi gravi nei medesimi.
Ma è doveroso nominare anche il medico austriaco Wilhelm Winternitz e gli inglesi e americani come Simon Baruch, Sir William Osler, William Dieffenbach, J.H. Kellog, George Knapp Abbott, R. Lincoln Graham, che contribuirono a divulgare e promuovere l’idroterapia fra medici e pazienti.

Come agisce l’idroterapia
L’idroterapia attuale non è più quella di un secolo o due secoli fa.
L’uomo di oggi purtroppo a meno capacità reattiva agli stimoli che quindi devono essere più leggeri e più lenti.
L’idroterapia si conforma al concetto della medicina olistica (dal greco HOLOS, intero) che tiene appunto conto dell’uomo nella sua globalità e complessità e dei suoi molteplici aspetti.

LA MEDICINA OLISTICA
Nella medicina olistica non esistono singole malattie da diagnosticare e da trattare in modo isolato dai vari specialisti, né tanto meno sintomi da combattere, magari con veleni. Si esamina e si cura tutto il corpo, anzi, l’essere umano, cercando di colpire il male alla radice.
I trattamenti con l’acqua nelle sue varie forme sono apprezzati perché spesso danno sollievo rapido dai sintomi e, se applicati con costanza, riescono a estirpare mali anche cronici e perfino giudicati inguaribili pur con le terapie più ostinate.
L’acqua può agire attraverso stimoli termici, meccanici, per reazione e per riflesso.
I trattamenti di idroterapia di solito mettono in atto più d’uno di questi stimoli, in dosaggio calcolato e preciso secondo le esigenze individuali.

LO STIMOLO TERMICO
L’acqua neutra, cioè vicina alla temperatura del corpo umano, fra 35 e 37 °C, ha uno stimolo quasi nullo; più è grande il divario di temperatura fra acqua e corpo umano, più è forte la reazione.
Evidentemente i trattamenti si cominciano sempre con gli stimoli più delicati, poi si passa a temperature più elevate o più basse di quelle del nostro corpo.

LO STIMOLO PER REAZIONE
L’applicazione calda aumenta la temperatura del corpo: cioè può stimolare certi processi di guarigione. Una maggior quantità di sangue passa dagli organi interni alla periferia, aumenta il flusso del sangue circolante, cosa che influisce favorevolmente sul cuore, sui polmoni, sul fegato, sui reni, sul sistema parasimpatico.
Il caldo umido ha inoltre una particolare azione in profondità, scioglie gli stati spastici e lenisce il dolore.
Ma mentre l’applicazione calda breve stimola (per esempio i bagni caldi dei giapponesi), quella lunga stanca ed indebolisce, ha una azione “passiva”.
Per questo in idroterapia l’acqua calda è chiamata acqua morta. Dato che il caldo apre i pori della pelle, per evitare una dispersione termica e un raffreddamento del corpo dopo una terapia calda, si deve fare una lieve applicazione fredda, per indurre i pori ed i capillari a restringersi e trattenere il caldo nel corpo.
L’acqua fredda invece è chiamata viva perché provoca una reazione “attiva” dell’organismo, che al freddo risponde immediatamente con un afflusso maggiore di sangue e di calore.
Il contatto con l’acqua fredda stimola tutte le reazioni interne, non ultima la respirazione.
Nulla in contrario dunque a sbuffare o gridare sotto una doccia fredda!
I capillari superficiali si restringono con un’applicazione di freddo sulla pelle: questo a volte ci dà il senso di freddo ‘pungente’ al primo impatto.
Subito dopo avviene la seconda reazione: i vasi si dilatano, aumenta la circolazione, la pelle diventa rosata o leggermente arrossata, subentra un senso di caldo.
La reazione del corpo è infatti quella di spedire sangue fresco e caldo nella zona, riscaldandola con effetto più duraturo.
Priessnitz diceva : “ Non è il freddo che guarisce, bensì il calore che viene attivato nel corpo dal contatto con l’acqua fredda”.

Come abbiamo visto, lo stimolo termico può essere passivo, e in questo caso si limita di solito a una sola zona da trattare, oppure attivo, e in tal caso diventa uno stimolo di reazione, quando attiva appunto la reazione del corpo.

Questa reazione non si limita alla pelle ma si estende, per azione diretta o per riflesso, ai vasi sanguigni, ai nervi, al sistema simpatico, al metabolismo, agli organi digestivi.

Dato che quasi ogni malattia compromette almeno uno di questi sistemi, si può dire che quasi ogni malattia può essere influenzata in modo benefico dell’idroterapia.

L’acqua fredda stimola i centri nervosi, quindi aumenta anche l’efficienza psichica.
La stanchezza, dopo una lunga lettura, sparisce con una doccia fredda facciale: ugualmente la stanchezza dopo una lunga camminata, con una doccia fredda alle gambe, perché siamo raffrescati dalla aumentata circolazione, inoltre i vasi sanguigni e linfatici ne vengono rinforzati.
Il tono dei vasi sanguigni migliora con regolari applicazioni fredde.
Questo giova specie nei casi di capillari deboli, per esempio nelle vene varicose.
L’acqua fredda tonifica e quindi rinforza anche il muscolo cardiaco, specie le applicazioni al braccio sinistro e al torace.

Durante le malattie infettive si previene il collasso tonificando i vasi sanguigni con applicazioni fredde, in genere spugnature parziali.
Anche la febbre si può ridurre con applicazioni fredde.
Tutta l’ossigenazione del corpo viene aumentata dalle terapie fredde, e il ricambio stimolato: i residui del corpo che ci intossicano e ci fanno ammalare, possono quindi essere eliminati.

LO STIMOLO MECCANICO
Lo stimolo meccanico può essere dato dall’acqua che scorre lungo il corpo o parte di esso, causando un’alternanza di tensione e rilassamento tonico: oppure dall’acqua in movimento, o addirittura applicata con pressione.
Anche la stessa pressione idrostatica del liquido, durante l’immersione nell’acqua, diminuisce sia le tensioni del corpo rispetto alla forza di gravità, sia la stimolazione dei centri nervosi e degli organi maggiori.

LO STIMOLO DI RIFLESSO
Le zone di riflesso sono aree di corrispondenza, o terminali nervosi, degli organi del nostro corpo sui quali si può influire attraverso massaggi, agopuntura, agopressione e – appunto – idroterapie.

Le zone di riflesso si trovano soprattutto nei piedi, ma anche in altre parti del corpo.
Per questo motivo, applicazioni parziali influiscono su tutto il corpo; per esempio un bagno ai piedi e alle braccia ipertermico (a temperatura crescente) facilmente porta tutto il corpo a sudare; il trattamento fatto a una gamba sana influisce anche sull’altra gamba malata, che eventualmente non può essere bagnata.

L’OSMOSI
Non trascurabili sono gli effetti dell’idroterapia per osmosi, che sfrutta cioè la capacità dei liquidi di filtrare attraverso pareti porose.
L’aggiunta di erbe medicinali, minerali o altre sostanze medicamentose ai vari trattamenti aumenta quindi in misura notevole gli effetti delle stesse terapie.

GLI OBIETTIVI DELL’IDROTERAPIA: DISINTOSSICARE E RINVIGORIRE
Due sono gli scopi più importanti che si prefigge l’idroterapia: quello di disintossicare, e quello di rinvigorire il corpo e la sua resistenza contro le malattie.

L’AZIONE DI DISINTOSSICAZIONE
L’idroterapia contribuisce a sciogliere tossine e scorie nell’organismo umano e ad eliminare attraverso le vie intestinali e renali, respiratorie e cutanee.
Attraverso la stimolazione della circolazione, il sangue e la linfa purificati vengono rimessi in circuito per nutrire il nostro corpo.
Inoltre, gli stimoli delle suddette terapie tonificano e rinforzano tutte le attività vitali, come avrete modo di vedere là dove ci occuperemo di come curare i diversi disturbi.

L’AZIONE DI RINVIGORIMENTO
Il termine impiegato per esprimere quest’azione è Abhartung che deriva dalla parola tedesca hart, cioè duro, e fu coniata probabilmente dall’abate Kneipp.
Significa rendere più resistente il corpo umano alle malattie di tutti i tipi, aumentare cioè le sue difese e rinforzarlo, rinvigorirlo perché possa godere di una vita più piena.
Questa capacità di reazione immunitaria propria di tutti gli organi e sensi va coltivata e aumentata con opportuni stimoli, soprattutto con quelli della idroterapia, nel neonato, nel bambino piccolo, nell’adolescente, nell’adulto: ma anche nella persona anziana e in quella malata, appena passata un’eventuale crisi acuta.
Prevenire è infatti meglio che guarire. Un fisico reso resistente difficilmente si ammala. Un singolo disturbo non colpisce casualmente un dato organo: gli agenti patogeni si possono insidiare solo dove il corpo, o la sua capacità di difesa autogena, siano stati menomati o indeboliti.
Come ci laviamo e ci vestiamo ogni giorno per un bisogno di igiene e di cura di noi stessi , innato e datoci con l’educazione, così ogni giorno dovremo curare la nostra salute e prevenire ogni malattia.
In fondo è una questione di abitudine, della quale, una volta acquisita, non si vorrà più farne a meno, per il senso di benessere che arreca sia immediatamente sia a lungo termine.
Alla base sta il concetto che il caldo ammorbidisce, rilassa, ma infiacchisce e indebolisce, mentre il freddo tonifica e stimola. Naturalmente si tratta di giusta misura , del momento adatto, di abitudine creata col tempo, lentamente.
Abbiamo già visto che l’acqua calda dilata i pori della pelle e i vasi sanguigni sottostanti con un riscaldamento passivo. Come si esce dall’acqua calda però, il corpo perde una quantità eccessiva di calore, proprio attraverso questa dilatazione. In più, il solo trattamento caldo costituisce uno sforzo notevole per il cuore e il sistema vaso-circolatorio.
L’acqua fredda invece (sempre che sia applicata sul corpo caldo o previamente riscaldato), raffredda in un primo momento la pelle e i tessuti immediatamente sottostanti. Il corpo reagisce però immediatamente con un maggiorato afflusso di sangue dall’interno, o da altre parti non trattate, verso la parte più fredda del corpo.

Questo significa:
1. riscaldamento attivo della parte;
2. decongestionamento di altre parti;
3. circolazione attiva;
4. disintossicazione attraverso la pelle.

La persona non abituata a questo concetto naturalmente comincerà molto gradualmente, con prove successive, per abituare gradualmente il corpo agli stimoli dell’idroterapia. In altre parole comincerà con l’applicazione di caldo e freddo alternato, userà acqua non molto fredda e scenderà gradualmente di temperatura . I bambini di solito non hanno paura dell’aria e dell’acqua e questo corrisponde a un istinto naturale e sano. Sono i parenti eccessivamente preoccupati ansiosi e superprotettivi a ‘viziare’ il bambino, spesso con il risultato di bambini delicati , di frequente raffreddati, congestionati, indisposti, svogliati, stanchi e con ridotta capacità reattiva di fronte alle malattie infantili.

QUANDO E A CHI GIOVA L’IDROTERAPIA
L’idroterapia può essere utile a tutti. A coloro che già stanno bene, per mantenerli in buona salute e aumentare la loro resistenza fisica e psichica. Ma anche a coloro che soffrono dei più svariati malanni sia acuti che cronici. Praticamente tutte le malattie possono trarre benefici anche notevoli dalla cura con l’acqua purché si abbia un po’ di fiducia e di costanza nel seguire le prescrizioni.

LA CURA CON L’ACQUA: UN MODO PER CONOSCERSI MEGLIO
Le vacanze al mare o al lago, in montagna o in campagna possono essere il momento buono per iniziare con l’idroterapia; ma può esserlo anche in piscina all’aperto della nostra città.
Importante tuttavia andare per gradi, provando l’effetto delle singole terapie. L’idroterapia infatti non è solo un ottimo metodo per mantenersi sani e per curarsi ma anche uno strumento efficace per conoscersi meglio. Vedrete che spesso si consigliano diversi tipi di terapia qualche volta in contrasto tra loro. Per esempio si dirà di utilizzare interventi caldi oppure freddi e alla fine di scegliere quelli che giovano di più. La cura con l’acqua non è infatti un intervento passivo che noi subiamo ma una terapia che noi stessi facciamo utilizzando un mezzo potente ma insieme semplice, economico, alla portata di tutti. Se avremo il coraggio e la pazienza di cominciare, non solo dunque impareremo tecniche utili e nuove ma soprattutto impareremo a conoscere noi stessi, il nostro corpo, le sue reazioni, i suoi bisogni ma anche la nostra psiche,
il nostro carattere perché l’idroterapia è molto adatta anche per i disturbi nervosi. Essa è infatti una scuola di forza e di elasticità non solo per i nostri capillari ma anche per il nostro carattere, perché ci abitua a vincere una delle maggiori paure che bloccano la nostra vita, quella della malattia, con l’aiuto di un elemento naturale l’acqua.
L’Idroterapia è in grado di ottenere l’equilibrio delle funzioni vitali guidate dal sistema nervoso, attraverso lo stimolo del simpatico o del vago, di indurre la pelle e gli organi interni a eliminare le sostanze tossiche e di rinforzare i fattori protettivi interni.

I COADIUVANTI DELL’IDROTERAPIA
Per i padri dell’idroterapia, Priessnitz e Kneipp, e in epoca più recente Salmanoff, le applicazioni con l’acqua costituivano però solo una parte della cura . Elementi indispensabili per la salute dell’uomo sono anche la luce, il sole, l’aria, il movimento , la dieta, l’atteggiamento interiore. Per questo essi prescrissero quelle che oggi chiameremo cure naturali: aprirono le finestre nelle case dei malati, li fecero stendere al sole, ordinarono attività fisica all’aperto come spalare la neve, segare la legna, correre, camminare e così via. Nel contempo pretesero una linea dietetica con cereali integrali, molte verdure e frutta, cibi semplici, con esclusione assoluta di alcolici, caffè e medicine.
Per ottenere un buon risultato dall’idroterapia è opportuno non trascurare gli altri elementi che costituiscono un regime di vita sano.


I bagni di Plombières (incisione della metà del 500)

LA GINNASTICA IN ACQUA
Il fitness acquatico è piacevole, aiuta a migliorare l’elasticità e la tonicità delle masse muscolari e ridurre quelle lipidiche grazie alla naturale resistenza dell’acqua che entra in contatto con tutte le parti del corpo.
In acqua oggi è possibile fare di tutto, camminare, pedalare, fare yoga o tai-chi, danzare o praticare il pugilato, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Ecco pronta per te una panoramica delle principali discipline acquatiche con un occhio di riguardo alle più innovative:

ACQUA-GIM
La ginnastica in acqua, chiamata comunemente acqua-gym, è una disciplina nata perché strettamente collegata alla fisioterapia utilizzata normalmente nei centri di riabilitazione.
Dai movimenti della fisioterapia si è potuto arrivare ad una ginnastica in grado di incontrare le esigenze di chi desidera non solo curare il corpo ma anche renderlo più bello.
Il fitness acquatico è piacevole, aiuta a migliorare l’elasticità e la tonicità delle masse muscolari e ridurre quelle lipidiche grazie alla naturale resistenza dell’acqua che entra in contatto con tutte le parti del corpo.
I benefici e dolci massaggi dell’acqua migliorano la circolazione sanguigna, favoriscono la riduzione dei depositi di lipidi e della ritenzione idrica. Gli esercizi in acqua sono utili inoltre a contrastare l’insorgere di artrosi, artriti, discopatie e scoliosi.

In acqua oggi è possibile fare di tutto, camminare, pedalare, fare yoga o tai-chi, danzare o praticare il pugilato, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Un’ampia panoramica delle attività sportive legate all’acqua-fitness è stata mostrata a maggio 2008 in occasione del Rimini Wellness.
Il boom delle attività in acqua era evidente ed ha inglobato discipline sportive come le arti marziali, l’atletica, il bodybuilding e il kickboxing, inoltre è iniziata una sperimentazione legata al calcio e al basket.

Una lezione di acqua-fitness può essere consigliata a qualsiasi età ed è destinata in particolare a coloro che vogliono seguire un percorso di recupero fisico non particolarmente aggressivo.

Ma quali sono gli effetti benefici dell’acqua-fitness e quali le regole da seguire per praticarla meglio?
I benefici sono molteplici, a quelli già citati come la stimolazione della circolazione sanguigna e linfatica e la riduzione dei depositi di lipidi, aggiungiamo la capacità di rinforzare il sistema immunitario, di alleviare i dolori tensori e muscolari. Grandi benefici ne trae anche la sfera emotiva, l’acqua permette di acquisire maggiore fiducia in se stessi e nella vita.

Per praticarlo al meglio senza sovraccaricare il fisico è necessario.
– Partire con un buon riscaldamento muscolare che può avvenire anche a secco; va bene anche una marcia sul posto in acqua con le ginocchia ben alte, da fare per qualche minuto.
– Eseguire i movimenti con lentezza cercando di mantenere il fisico, in particolare la schiena, in posizione il più possibile eretta.
– Non fermarsi mai di colpo durante l’esecuzione degli esercizi: se ci si sente stanchi si rallenta il tempo di esecuzione dell’esercizio.
– Ogni esercizio non deve superare una media di 25-35 minuti.

WOGA
È un termine composto dalle parole water e yoga e tradotto significa yoga in acqua. La cantante Madonna è una grande appassionata di questa disciplina che è nata proprio negli USA.
L’acqua addolcisce i movimenti, sblocca le articolazioni, allunga e scioglie i muscoli, dona il giusto equilibrio psico-fisico e migliora la capacità di concentrazione. Fare esercizio in acqua è utile perché allontana le tensioni negative, previene lo stress, l’insonnia e l’ansia. Per gli esercizi in acqua non è necessario saper nuotare. Gli esercizi sono eseguiti in piedi, seduti sul fondo della piscina ma anche in galleggiamento con l’ausilio di particolari supporti. La durata della lezione varia dai 30 ai 45 minuti.

WATSU
È una ginnastica che abbina i movimenti in acqua con la respirazione e la meditazione.
Il corpo galleggia disteso nell’acqua calda che ne elimina il peso e gli dona calore, nello stesso momento l’istruttore sostiene il corpo e lo stira.
Con il Watsu si ripercorre l’esperienza della prima infanzia quando da bambini si dormiva accoccolati tra le braccia della mamma mentre venivamo dondolati: questa memoria dona uno stato generale di pace e benessere.

WAICHI
Il wai chi è la versione acquatica del tai chi chuan, una delle arti marziali più diffuse in Cina. Per eseguirlo bisogna immergersi in una vasca riscaldata a temperatura corporea. Gli esercizi da eseguire sono semplici e non richiedono troppa fatica ma devono essere sincronizzati con il respiro. È importante avere continuità nei movimenti da eseguire con leggerezza e scioltezza: il wai chi assomiglia ad una danza eseguita al rallentatore. Con questi esercizi oltre a combattere stress e tensioni, si sviluppano doti come la concentrazione e il controllo sul proprio corpo, arrivando a conquistare eleganza e precisione nei movimenti. Dopo circa 30 minuti la respirazione profonda, che accompagna tutti i movimenti, arricchisce il sangue di ossigeno e i muscoli iniziano a tonificarsi.

HIDROSPINNING
È una disciplina che si occupa principalmente di tonificare gambe e glutei, combattere la cellulite ed ottimizzare il funzionamento del sistema cardiovascolare.
L’Hydrospinning si pratica in sella all’hydrobyke, una particolare cyclette costruita in acciaio inox, per evitarne il deterioramento, che permette di pedalare immersi nell’acqua. La bicicletta, interamente immersa nell’acqua, viene ancorata al fondo della piscina, solo il manubrio affiora dall’acqua. Sellino e manubrio sono regolabili per fissare l’altezza dal fondo della vasca e permettere a ciascuno di effettuare l’esercizio con l’acqua fino al bacino.
L’acqua ha una temperatura di 28° circa e una lezione dura in media 40/45 minuti. Durante l’allenamento vengono eseguite diverse tecniche stimolate da un sottofondo musicale.
Lo sforzo fatto in acqua è inferiore a quello compiuto a terra quindi le pulsazioni e la frequenza cardiaca sono notevolmente inferiori.
Grazie all’acqua le articolazioni e la colonna vertebrale non vengono sforzate e il movimento risulta più dolce.

ACQUAWALK
Camminare, fare saltelli e piccole corse in acqua: ecco la base di questa disciplina sportiva adatta a tutti. Ne beneficia la circolazione sanguigna e la tonicità muscolare delle gambe, inoltre questi esercizi producono maggiore flessibilità e mobilità delle articolazioni.
L’acqua permette di svolgere gli esercizi e i movimenti neutralizzando ogni possibile rischio a carico delle articolazioni garantendo un efficace sostegno a livello di caviglie e ginocchia. L’allenamento dura in genere 30/40 minuti. Per mantenere il corpo a fondo vengono in aiuto degli speciali stivali sagomati in neoprene con suola antisdrucciolo muniti di cingoli.

IDROTERAPIA E RIABILITAZIONE
Piscine Terapeutiche:

ACQUA SPORT con esperienza decennale nel settore piscine e trattamento acque da diversi anni sta portando avanti la progettazione e la costruzione di vasche terapeutiche.

Con l’ausilio di operatori del settore è alla continua ricerca di forme e attrezzature per il trattamento in idroterapia.

Secondo le nuove tecnologie moderne la riabilitazione può avvalersi di attrezzature studiate appositamente per l’esercizio in acqua.

La terapia consente migliori risultati in tempi brevi.
I progettisti sono in grado di studiare impianti adeguati alle varie esigenze creando stimoli fisici e psicologici rendendo la stessa piacevole ed efficace.